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In viaggio

Pedaggi nel Sud Europa: casello, dispositivo e telecamera

6 min di lettura

Nel Sud Europa non paghi per il tempo, ma per il tratto percorso. Come si paga cambia da paese a paese e, sempre più spesso, da tratta a tratta — con la sbarra, con il dispositivo o senza fermarsi affatto. Chi conosce i tre sistemi passa senza che mesi dopo arrivi una richiesta di pagamento.

Tempo o percorso: due modi di pagare

Per le autovetture in Europa esistono due sistemi. Con la vignetta paghi per un periodo e guidi quanto vuoi — così in Austria, in Svizzera e in gran parte dell'Europa orientale. Con il pedaggio a percorrenza paghi ogni tratto che percorri, e l'importo dipende dal percorso e dalla classe del veicolo — così in Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Croazia e Grecia.

Il pedaggio è riscosso per lo più da società concessionarie che gestiscono singole autostrade. All'interno di uno stesso paese ci sono quindi spesso più gestori, con caselli propri, siti web propri e regole proprie per i pagamenti successivi. Alcune tratte funzionano a sistema chiuso: all'ingresso ritiri un biglietto, all'uscita paghi in base alla distanza, come avviene di solito in Francia, Italia e Croazia. Altre funzionano a sistema aperto, con caselli lungo il percorso in cui si paga un importo fisso; in Grecia è diffuso.

La classe dipende da altezza, numero di assi e rimorchio. Camper, furgoni e auto con rimorchio pagano quindi spesso più di un'auto da sola. Chi riporta a casa un'auto acquistata su un rimorchio finisce in una classe più alta e dovrebbe tenerne conto nei costi. In tutti questi paesi, tra l'altro, si paga in euro.

Al casello: corsie e mezzi di pagamento

Un casello ha più corsie, e non tutte accettano ogni mezzo di pagamento. Quale corsia accetta cosa lo indica la segnaletica sopra, e cambia da paese a paese:

  • Francia: corsie con una «t» arancione solo per i dispositivi di telepedaggio; corsie con il simbolo della carta per le carte; altre, spesso con una freccia verde, anche per i contanti.
  • Italia: corsie gialle con «Telepass» solo per i dispositivi, corsie blu con «Carte» per le carte, corsie bianche con il simbolo dei contanti per tutti i tipi di pagamento.
  • Spagna: «Telepeaje» o «VIA-T» per i dispositivi, «Tarjetas» per le carte, «Manual» per contanti e servizio con operatore.
  • Portogallo, Croazia e Grecia: corsie per i dispositivi segnalate a parte, in Portogallo con la V verde di Via Verde; le altre corsie per carta e contanti.

Quando al casello qualcosa si inceppa

L'errore più frequente è imboccare la corsia riservata ai dispositivi senza avere un dispositivo. La sbarra resta chiusa, e uscire dalla corsia in retromarcia è vietato e pericoloso. Premi invece il pulsante di chiamata sulla colonnina e spiega cosa succede; il gestore apre la sbarra o ti indica come pagare in seguito.

Chi perde il biglietto, nei sistemi chiusi paga di solito il tratto più lungo che può portare a quell'uscita. Se la carta viene rifiutata, aiuta un secondo mezzo di pagamento; non tutte le casse automatiche accettano ogni carta. Se non riesci proprio a pagare, in Italia ricevi al casello un rapporto di mancato pagamento e paghi in seguito, tramite il sito del gestore o in un punto di pagamento — il termine è indicato sul documento.

Il dispositivo di telepedaggio e dove vale

Un dispositivo di telepedaggio dietro il parabrezza apre la sbarra nella corsia dedicata, spesso senza che tu debba fermarti del tutto, e addebita gli importi in seguito su un conto. Nei periodi di punta delle vacanze, quando davanti alle casse si formano code, fa risparmiare parecchio tempo.

Ogni paese ha il suo dispositivo: Telepass in Italia, Via Verde in Portogallo, ENC in Croazia, i dispositivi dei gestori francesi e spagnoli. Ci sono poi fornitori il cui dispositivo funziona in più paesi, spesso in Francia, Spagna e Portogallo, per alcuni anche in Italia e in altri paesi. Con il servizio europeo di telepedaggio l'UE ha creato il quadro per questo, ma un unico dispositivo per tutta l'Europa non è ancora la normalità per le autovetture.

Prima di firmare il contratto controlla:

  • quali paesi e quali tratte esattamente sono coperti, compresi ponti, tunnel e tangenziali;
  • come sono strutturati i costi — canone mensile, per utilizzo o solo nei mesi in cui viaggi;
  • se il dispositivo è legato a una targa o si può usare in qualsiasi veicolo della stessa classe, e se si possono registrare altre targhe;
  • come si disdice e quando il dispositivo va restituito.

Pedaggio senza sbarre: paga la telecamera

Una novità sono le tratte senza alcun casello. Portali sopra la carreggiata leggono targa e dispositivo, e il pagamento avviene senza fermarsi. Chi ha un dispositivo paga automaticamente. Chi non ce l'ha deve attivarsi da sé — ed è proprio lì che nasce la maggior parte delle richieste di pagamento successive.

In Francia alcune autostrade funzionano già così, tra cui le tratte tra Parigi e la Normandia. Senza dispositivo paghi dopo il viaggio al gestore, online con la targa o nei suoi punti convenzionati, entro un termine breve. In Portogallo tratte del genere esistono da tempo, segnalate con l'indicazione che il pagamento è solo elettronico. Su diverse di esse il pedaggio è stato nel frattempo abolito, su altre resta in vigore. Per le targhe estere i gestori offrono modalità apposite: associare la targa a una carta di pagamento ai terminali all'ingresso nel paese o online, una carta prepagata oppure il pagamento successivo tramite i canali ufficiali.

In Italia alcune tratte più recenti funzionano senza sbarre, e la Croazia ha annunciato che passerà l'intera rete a un sistema di pagamento senza fermate; fino ad allora valgono i caselli. In Spagna e in Grecia per ora prevalgono i caselli. In Spagna, inoltre, negli ultimi anni diverse autostrade sono diventate gratuite alla scadenza della concessione.

Con targa estera o targa provvisoria

Al casello la targa non conta: paghi, la sbarra si alza. Per questo i caselli sono il sistema più semplice per un viaggio di trasferimento con targa provvisoria.

Con il pedaggio tramite telecamera la targa è tutto. Senza dispositivo paghi con esattamente quella targa, quindi, con una targa provvisoria, con una targa che esiste da poco e il cui formato un modulo potrebbe non conoscere. Inseriscila carattere per carattere, scegli il paese di immatricolazione corretto e salva la ricevuta. Se un modulo non accetta la targa, chiedi al gestore invece di provare una grafia simile.

Il dispositivo della tua altra auto può aiutare se il contratto consente l'uso su un altro veicolo della stessa classe o se puoi registrare la targa provvisoria. Chiedilo prima del ritiro. La fattura per un passaggio non pagato va all'intestatario della targa; con la targa provvisoria sei tu, con un'auto a noleggio il noleggiatore, che la gira a te con una spesa di gestione.

Evitare le richieste di pagamento successive

La maggior parte delle richieste di pagamento successive ha poche cause: un pedaggio tramite telecamera che nessuno ha pagato, un dispositivo non riconosciuto o con il conto vuoto, un'auto a noleggio — e un'auto venduta su cui è ancora attaccato il proprio dispositivo.

Se comunque arriva una richiesta, controllala con calma. Una richiesta autentica indica gestore, tratta, data e targa, spesso con foto, e arriva spesso mesi dopo il viaggio, a volte tramite una società di recupero crediti incaricata. Confronta i dati con le tue ricevute e paga tramite i canali che il gestore stesso indica sul suo sito. Se qualcosa non torna, invia la ricevuta che dimostra il contrario.

Messaggi via SMS o e-mail su presunti pedaggi non pagati che spingono a pagare tramite un link sono una truffa diffusa. Non seguire link del genere: apri tu stesso il sito del gestore e cerca lì eventuali importi in sospeso per la tua targa. Conserva quindi le ricevute dei pedaggi più a lungo di quanto ti sembri necessario.

Perché non si arrivi a tanto, aiuta una breve routine:

  • Prima del viaggio verificare se il percorso ha tratte senza sbarre e decidere come pagarle.
  • Senza dispositivo, pagare il pedaggio tramite telecamera non appena il gestore mostra il passaggio, e salvare la ricevuta.
  • Se la sbarra non si apre nonostante il dispositivo, premere il pulsante di chiamata e farsi dare una ricevuta.
  • Dopo il viaggio confrontare l'addebito del dispositivo con il percorso fatto.
  • Quando si vende la propria auto, togliere il dispositivo e aggiornare il contratto.

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